Il logo e la sua denominazione

Il comparto agroalimentare è da sempre oggetto di frodi e sofisticazioni, messe in atto da produttori senza scrupoli per ottenere guadagni illeciti.

Tra le frodi più frequenti vi sono quelle relative alla falsificazione dell’origine geografica dei prodotti: si attribuisce cioè ad un alimento una provenienza diversa da quella reale.

Questo tipo di inganno reca danni economici molto elevati tanto ai produttori, che operano secondo le regole, quanto agli stessi acquirenti: taluni prodotti ottenuti in zone ben definite hanno infatti caratteristiche particolari, per le quali i consumatori sono disposti a pagare prezzi più elevati rispetto a quanto farebbero per merci di analoga categoria, ma ottenute altrove.

Il problema della falsificazione dell’origine (o agropirateria) è sentito ormai da molto tempo, tanto che, già nel giugno 1951 fu firmata a Stresa una Convenzione internazionale sull‘uso dei nominativi d’origine e delle denominazioni dei formaggi.

In base a tale accordo le parti contraenti (Italia, Francia, Svizzera, Austria, Olanda, Norvegia, Danimarca e Svezia) si impegnarono ad adottare tutte le misure necessarie a vietare ed a reprimere sul proprio territorio l’uso dei nominativi d’origine, delle denominazioni e delle designazioni di formaggi che potessero fornire false indicazioni sulla provenienza, la specie, la natura o le qualità del prodotto.

La normativa nazionale già dal 1954 tutelava due diverse tipologie di produzioni: le denominazioni d’origine e quelle tipiche. Con il termine “denominazione d’origine” venivano indicati i prodotti le cui caratteristiche derivavano prevalentemente dalle condizioni proprie dell’ambiente di produzione, mentre si intendeva con “denominazione tipica” un prodotto le cui caratteristiche dipendevano essenzialmente da particolari metodi di produzione. Successivamente, allo scopo di armonizzare le singole normative nazionali, la Comunità Europea ha adottato due regolamenti (Reg. CE n. 2081/92 e 2082/92) per la protezione delle denominazioni di origine e delle attestazioni di specificità dei prodotti agricoli ed alimentari.

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Denominazione di origine protetta

Denominazione di origine protetta, meglio nota con l'acronimo DOP, è un marchio di tutela giuridica denominazione che viene attribuito a quegli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono prodotti.

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Agricoltura Biologica “BIO”

Il logo UE dell'agricoltura biologica dà ai consumatori la sicurezza riguardo l'origine e la qualità degli alimenti e delle bevande. La presenza del logo sui prodotti assicura la conformità con il Regolamento EU sull'agricoltura biologica. I prodotti dovranno riportare sull’etichetta la scritta “Agricoltura UE” quando gli ingredienti provengono da un paeze europeo, “Agricoltua Non UE”, quando sono importati da Paesi Terzi, oppure “Agricoltura Ue/Non Ue” quiando l’origine è mista. Una novità interessante per i consumatori è la sostituzione della scritta dicitura “Agricoltura Ue”, con quella della nazione (per esempio: “Italia” , “Francia” “Spagna” ….) quando tutte le materie prime del prodotto provengono dallo stesso paese. L’etichetta deve riportare il nome del produttore, l’addetto alla lavorazione o il venditore e il nome del codice dell’organismo di ispezione.

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Arancia rossa di Sicilia (IGP)

La definizione Arancia rossa di Sicilia (IGP) è usata per individuare alcune varietà di arance a Indicazione geografica protetta (IGP) coltivate in numerosi centri delle province di Catania, Enna, Ragusa e Siracusa.

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Indicazione Geografica protetta

Il termine indicazione geografica protetta, meglio noto con l'acronimo IGP, indica un marchio di origine che viene attribuito dall'Unione Europea a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un'altra caratteristica dipende dall'origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un'area geografica determinata.

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Denominazione di origine controllata o D.O.C.

E' un marchio di origine italiano che viene assegnato ai vini di qualità per certificare la particolare zona di origine dell’uva con cui il vino è prodotto. In particolare, contraddistingue vini le cui caratteristiche sono strettamente connesse all’ambiente naturale ed ai fattori umani e che rispettano uno specifico disciplinare di produzione approvato con decreto ministeriale. Infatti un vino ottiene il marchio D.O.C.se, in fase di produzione, supera approfondite analisi chimico-fisiche ed accurati esami organolettici effettuati da un’apposita Commissione istituita presso la Camera di Commercio di appartenenza, che attestino il rispetto dei requisiti previsti nel suddetto disciplinare.